Opportunità per i giovani in Germania: i ragazzi “au pair”

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Siete giovani, volete cambiare vita ma non sapete da dove cominciare? Avete paura di buttarvi a capofitto nel sistema tedesco, o nel sistema di qualsiasi paese nel mondo?

Bene! Questo è l’articolo che fa per voi. Avete mai sentito parlare di ragazzi “alla pari” o “au pair”?                                Si tratta, secondo me, di un’ottima possibilità offerta ai giovani per trasferirsi ed integrarsi in Germania, o comunque in un paese straniero. Grazie all'”au pair”, ci si può trasferire in tutto il mondo o almeno fare una prova di un anno.

Le caratteristiche che devi avere:

  • ti piacciono i bambini;
  • sei disposto ad imparare una nuova lingua;
  • non cerchi (almeno inizialmente) un lavoro che ti porti ad avere un grosso guadagno, ma cerchi semplicemente un’esperienza all’estero o un punto da cui cominciare.

Ma andiamo nello specifico e cerchiamo di capire che cosa significa esattamente essere un “au pair”. Si tratta essenzialmente di essere accolti da una famiglia tedesca (nel caso della Germania, ma ripeto, si può andare in tutto il mondo) che ti offrirà vitto e alloggio, una “mancia” che parte da una base di 165 euro al mese (sempre nel caso della Germania, ogni paese ha poi “mance” di valore diverso) e addirittura il corso di lingua pagato fino al livello B1.

In cambio, tu dovrai badare ai bambini che compongono la famiglia, di cui età e numero possono essere molto variabili, e svolgere piccole faccende di casa come ad esempio mettere la lavastoviglie, piegare i panni puliti o pulire le stanze dei piccoli. Molto spesso è richiesta anche la patente: dovrai portare i bambini a scuola o dove praticano il proprio sport.

Nei week-end puoi scegliere se stare solo ed esplorare la città o stare con la tua famiglia ospitante, ovviamente alla famiglia fa sempre piacere se passi tempo in più con loro. Se si ha fortuna, si può anche avere la possibilità di andare in vacanza con la famiglia a costo zero!

Gli “au pair” firmano un vero e proprio contratto di lavoro che solitamente ha durata annuale o semestrale. Nel contratto vengono specificati orari e compiti dell'”au pair”, il valore della mancia ecc. Il contratto vincola l'”au pair” anche a dare un preavviso di due settimane nel caso voglia andarsene.

Personalmente, trovo questa esperienza interessante. Ma come in tutte le cose ci sono dei pro e dei contro: da un lato, si è a contatto per gran parte del tempo con la famiglia ospitante, il che comporta grandi vantaggi nel percorso di apprendimento della lingua (soprattutto perchè si è a contatto con dei bambini che non usano un linguaggio particolarmente forbito), della cultura e delle tradizioni. Dall’altro, c’è la possibilità di non trovarsi bene con la famiglia, come purtroppo è successo a me.

Ma come si diventa un ragazzo “au pair”?Ci sono diversi siti che se ne occupano, il più famoso è www.aupairworld.com. Basta crearsi un profilo e contattare le famiglie che più ti interessano e le famiglie, a loro volta, possono contattare te se il tuo profilo gli interessa. Si svolge poi un colloquio, naturalmente via Skype; se il colloquio va bene, sei pronto per partire!

Io mi sono trovata in una famiglia molto particolare. Sapevo già delle loro filosofie di vita, ma trovarmici faccia a faccia mi ha messa non poco in difficoltà. Oltretutto la mamma era molto severa e il minimo rumore in più era già motivo di fastidio. Non mi sentivo parte della famiglia, forse per colpa della mia timidezza, e nonostante io abbia cercato in tutti i modi di integrarmi, stare con loro mi metteva a disagio.

Nonostante io non abbia avuto una bella esperienza come ragazza “au pair”, ho sentito tante, tantissime storie di ragazzi e ragazze che invece hanno avuto l’esperienza più bella della loro vita!

Ad esempio quella di un ragazzo spagnolo che frequentava il corso di tedesco con me. Lui si occupava di ben otto bambini con età compresa tra i 12 e i 3 anni. La più piccola era affezionatissima a lui e come lei tutta la famiglia, tanto che alla fine del suo contratto annuale, la famiglia ha deciso di tenerlo ancora sei mesi ed aiutarlo a trovare un lavoro e una casa in Germania!

Vuoi fare un’esperienza all’estero? non avere paura, buttati! Fai la valigia e non dimenticare di armarti di tanto coraggio 🙂

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